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Contratti a termine e precariato

Nel nostro ordinamento il contratto a tempo indeterminato è la regola; il termine è l'eccezione, ammessa entro limiti precisi. Quando quei limiti vengono superati, la precarietà smette di essere una condizione e diventa una violazione — con conseguenze concrete a favore del lavoratore.

Le regole essenziali

Quando scatta la tutela

Il superamento dei limiti di durata, la successione abusiva di contratti, causali mancanti o generiche, proroghe o rinnovi irregolari: in questi casi il lavoratore può chiedere al giudice la trasformazione del rapporto a tempo indeterminato, oltre a un'indennità risarcitoria compresa, di regola, tra 2,5 e 12 mensilità dell'ultima retribuzione. Tutele analoghe operano, a determinate condizioni, per gli abusi nella somministrazione di lavoro.

Il termine per agire è di 180 giorni. L'impugnazione del contratto a termine va proposta entro 180 giorni dalla cessazione del singolo contratto. Con le catene di rinnovi il calcolo si complica ed è facile perdere per strada i contratti più risalenti: la valutazione va fatta al più tardi alla scadenza dell'ultimo rapporto — meglio prima.

Cosa fare, in pratica

La precarietà ha dei limiti. Di legge.

Elenca i contratti che hai avuto con lo stesso datore o la stessa agenzia. Ti diciamo se c'è margine.